top of page

La grande bellezza

  • Caterina Paolucci
  • 29 ott 2016
  • Tempo di lettura: 2 min

Siamo davvero sicuri che nel 2016 la parità dei sessi sia raggiunta? Siamo davvero sicure di sentirci libere?

Donne toniche, fisico perfetto, asciutto, scattante. No ai capelli bianchi, non si può invecchiare, no alla cellulite, depilazione costante e thigh up sono soltanto alcuni dei tanti must. Tacchi a spillo, vertiginosi, slanciare le gambe, in bilico perenne altrimenti non sei elegante. Ordine assoluto: capelli puliti, trucco, sopracciglia disegnate, mascara subito dopo la prima pipì del mattino, maschere di bellezza, litri di profumo. Non si può essere trasandate. Non si può passare inosservate. Non si può essere sciatte. Per carità. Femminilità, ma non troppa. Scomode ma composte e sorridenti, altrimenti chi ci vorrà?

Mi chiedo dove siamo andati a finire. E’ questa la vera bellezza? Forse gli anni settanta, oltre a una cultura musicale pazzesca avevano anche lasciato un trend della donna interessante. Ricorda mio padre con nostalgia le ragazze con i capelli asciugati al vento, senza un filo di trucco, acqua e sapone, scarpe basse, jeans e maglie larghe, l’unico profumo era quello della loro stessa pelle. Natura era allora la parola d’ordine.

Tanti anni per conquistare un gruzzolo di diritti che oggi pare essere dimenticato e dato per scontato.

E l’uomo? Lui cosa deve fare per omologarsi alla società di massa? L’uomo rappresenta ancora lo stereotipo della forza, della mascolinità, del conquistatore nella maggior parte dei casi. Non ci sono taglie vietate, non ci sono discorsi volgari che non possa affrontare con il timore di sentirsi considerato un poco di buono.

Una donna sì.

Cosa insegnerò ai miei figli? Tratterò in modo diverso il maschio dalla femmina? Lascerò a lei le faccende domestiche? Iscriverò mio figlio a calcio invece che a un corso di danza?

Non lo so. Siamo così tecnologicamente avanzati, così teoricamente aperti al sapere e alla conoscenza… eppure ci lasciamo trascinare nelle sabbie mobili dell’ottusità, della tradizione ignorante.

Mi chiedo cosa dirà quel ragazzo, che oggi si diverte tanto ad etichettare la biondina in mezzo alla pista che indossa un top striminzito quando sarà padre della stessa figlia, ignaro o consapevole che sia.

Caterina Paolucci 4H liceo linguistico


Commenti


You Might Also Like:

Iscriviti alla nostra mailing list!

Non perdere mai un aggiornamento

Visitatori 
Tutte le visite
bottom of page